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La
foce del torrente Parmignola

La
valle del Parmignola

Strada
sterrata nella tenuta di Marinella
meta
di podisti, ciclisti ed amanti della natura
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La
Tenuta di Marinella con le Alpi Apuane sullo
sfondo

Anfiteatro
romano dell' antica Luni (I
sec. d.C.) 
Il
borgo di Nicola 
Il
borgo di Ortonovo 
Il
borgo di Castelnuovo Magra
Il
Fiume Magra

Il
borgo di Trebiano
L'area
attrezzata i Bradiola
Il
borgo di Caprigliola

La
porta delle mura di Fosdinovo

Il
castello di Fosdinovo

Case
nel centro di Sarzana

Culmine
del Duomo di Sarzana

I
Bozi di Saudino
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Si
esce dal parcheggio del B&B km 0 (alt. m 4)
e si gira a destra fino al piccolo ponte che supera
il Torrente Parmigliola che segna il confine fra
le province ci Massa-Carrara e La Spezia e si gira
subito a sinistra. Si prosegue su strada rettilinea che
conduce a Marinella di Sarzana. Subito dopo il
ponte dell'autostrada autostrada si svolta a destra su
sterrato entrando nella tenuta di Marinella. Si tratta
dell’unico lembo di terra pianeggiante della Liguria
nei pressi del mare privo di insediamenti se si
escludono le case coloniche e la stalla della tenuta.
Nella tenuta, di 300 ettari, da quasi sessant’anni si
allevano mucche e si produce latte. Lo sterrato, dopo
essere passato fra due case coloniche, punta decisamente
verso la stalla dove si prende a destra contornando
l’edificio su di un piccolo tratto di asfalto.
Ripiegando verso Ovest la strada ritorna sterrata e
prosegue rettilinea costeggiando l’argine rialzato di
un canale oltre il quale c’è l’abitato di Luni
Mare. In fondo al rettilineo si svolta a destra,
si supera una sbarra ed il canale quindi si attraversa
la strada per l’antica Luni
e si prosegue,
sempre su sterrato, costeggiando la strada provinciale
per Sarzana. La strada incomincia a risalire la valle
del Fiume
Magra. Alla nostra destra abbiamo, dopo
la piana, i colli di Luni dove si possono scorgere i
borghi medievali
di Nicola,
Ortonovo
e Castelnuovo
Magra e Fosdinovo. Alla nostra sinistra ci
sarà il fiume, che incontreremo più avanti, e al di là
di questo, il promontorio di
Montemarcello. Lo sterrato
termina superando con un ponticello un canale e quindi
si immette sulla provinciale per Sarzana che noi
percorreremo svoltando a destra su corsia ciclabile. La
corsia ciclabile si interrompe sul cavalcavia che supera
l’autostrada e poi riprende dopo di questo. Dopo circa
500 metri si abbandona la provinciale svoltando, con un
po’ di attenzione, a sinistra nei pressi di un
autolavaggio e percorrendo una stradina che va verso
l’autostrada, la sottopassa e al di là trova i
segnavia del percorso fluviale del Parco Montemarcello
Magra. Si dovrà andare verso località Bradiola. Da
questo punto l'area fluviale alterna coltivazioni e zone
umide, ove nidificano uccelli acquatici, a settori più
degradati che il Parco sta cercando di recuperare.
Superata una cava di sabbia si arriva nei pressi del Fiume
Magra (m 3) che si scorge al di là dei canneti. Si
prosegue risalendo il fiume, la strada si fa sterrata e
si infila fra i canneti per poi diventare un sentierino
che si apre la via fra un uliveto e la sponda fluviale.
Più avanti troviamo l’area attrezzata della Bradiola
con tavolini e panche di legno. Abbandonata la Bradiola
si passa accanto ad un canale, lasciando il fiume, e
dirigendosi verso l’autostrada. Si passa accanto al
Club dei due laghi dove la strada diventa asfaltata,
raggiunta l’autostrada la si costeggia per svoltare al
primo bivio a sinistra ritornando verso il fiume su
sterrato. Arrivati in fondo siamo nuovamente sul fiume
che andrà sempre risalito. Dall’altra parte del
fiume, su di un colle, possiamo scorgere in lontananza
il borgo medievale di Trebiano con i ruderi del suo
castello. Giunti al bivio con Via Vicinale di Battirello
la si prende. Alla fine della via si arriva su percorso
asfaltato dove c’è un cartello indicatore del Parco.
Qui si gira a sinistra, si costeggia un centro per
l’escavazione della ghiaia e ritorna sul fiume nei
pressi di un’area attrezzata. La strada un tempo
asfaltata è ora piena di buchi ed il suo fondo si sta
lentamente rinaturalizzando tra la vegetazione di
sponda. Giunti proprio di fronte al borgo di Trebiano la
strada ridiventa asfaltata in buono stato e gira sulla
destra. Al primo bivio si gira a sinistra, si incontrano
i segnavia del Parco e si prosegue diritti per località
Gorra dei Molini. Si sottopassa il ponte della SS
Aurelia e si prosegue a sinistra sempre per la suddetta
località. La strada ridiventa sterrata e quindi
acciottolata, punta verso il fiume tornando a
costeggiarlo, sottopassa la ferrovia tirrenica e
perviene al primo guado in genere asciutto. Superato il
guado si prosegue sempre risalendo il fiume passando
accanto ad una zona umida formata da dei laghetti,
derivanti da vecchie escavazioni di sabbie, e popolati
da uccelli acquatici.
La zona attraversata è abbastanza naturalizzata
con pioppi, ontani, salici e praterie fra canali e
laghetti. Si giunge quindi al secondo guado che in
genere è allagato. Nella stagione umida potrebbe anche
essere intransitabile ma alla nostra sinistra in genere
c’è un ponte di tronchi che può essere abbastanza
facilmente superato con bici a mano. Si prosegue diritti
verso i tralicci, di fronte a noi la valle si allarga,
il fiume Magra scende dall’alta Lunigiana alla nostra
destra, il suo affluente Vara scende dall’Appennino
Ligure alla nostra sinistra. Si incontra il terzo guado,
abbastanza agevole, e si prosegue sempre risalendo il
corso del fiume con un fondo a tratti ciottoloso, a
tratti fangoso. Si sale infine su di un percorso di
argine costeggiando un campo di calcio (m 13)
verso l’autostrada. Si incontrano i cartelli del Parco
che si seguono su strada sterrata verso località
Polverina. Trascurando tutti i bivi, ci si trova quindi
su stretta pista d’argine costeggiata da canneti che
procede parallela all’autostrada. L’argine si
abbassa e poi risale, la pista da sterrata diventa
asfaltata. Giunti nei pressi della ferrovia e del suo scalo
merci (m 23), si gira a destra passando sotto
l’autostrada. Al bivio si gira a sinistra contornando
lo scalo merci, in direzione SS 62 della Cisa. Arrivati
di fronte all’autostrada la si sottopassa per
proseguire diritti tra una fila di capannoni. Allo stop
si gira a destra in Via Tavilla che si seguirà fino al
centro di Santo Stefano di Magra (m 52)
dal cui borgo si prenderà la SS 62 della Cisa che andrà
seguita per circa 2 km in direzione Aulla. Santo
Stefano, situato sulla Via Francigena, ha sempre seguito
le sorti della vicina Sarzana e ha costituito un
baluardo importante su di un guado significativo del
fiume Magra. Superato il borgo si entra nuovamente in
provincia di Massa – Carrara. In località Bettola si
prende il primo bivio sulla destra per località Caprigliola
(m 145). Qui abbandoneremo definitivamente il fiume
per raggiungere i colli della bassa Val di Magra. Con
cinque tornanti ci si porta a Caprigliola interessante
borgo cinto
da mura medicee e con bella torre cilindrica e ruderi
dell'antico "castrum". Nel Medioevo fu dominio
di vescovi-conti di Luni, che vi si portavano in caso di
pericolo ed anche nell'estate in vacanza. Alla Bettola
di Caprigliola, dalla quale siamo risaliti, essi
riscuotevano il pedaggio. Vale la pena di entrare in
paese per visitarlo. Si entra quindi dall’antica porta
e si contornano le mura sulla sinistra fino a scendere
ad una piazzetta belvedere sulla Valle del Magra il cui
restringimento, che fa da confine naturale fra l’alta
e la bassa Lunigiana, termina in questo punto.
Continuando il giro del borgo si risale sulla destra su
acciottolato fino ad arrivare sotto la torre e quindi,
piegando decisamente a destra, si perviene alla
piazzetta della chiesa. Dalla piazzetta della chiesa si
scende per gradini sulla sinistra e poi nuovamente a
sinistra sino a raggiungere una viuzza
con fondo di cemento pedalabile che sale verso il
“castrum” e che ci porta ad una posterla (piccola
apertura tra le mura), noi usciremo da questa uno per
volta. Usciti dalla posterla si prende a destra in
discesa per ritornare nei pressi della porta di accesso
al borgo che abbiamo attraversato quando siamo entrati.
Occorre ora riprendere la salita di fronte a noi verso
la sommità della collina che qui è punteggiata di
boschetti ed uliveti. Al primo bivio evidente, di fronte
ad un grosso pino domestico, si prende per Ponzano –
Santo Stefano. Si continua salendo e percorrendo qualche
breve tratto in piano e si giunge ad un secondo bivio
nei pressi della Trattoria la Volpaia (m 328). Da
qui si prende a sinistra seguendo le indicazioni per M.
Grosso – Quattro Strade, disegnate in un grosso palo
di cemento con i classici segnavia bianchi e rossi. Dopo
il bivio la strada scende leggermente e diventa infine
sterrata. Lo sterrato prende a salire in un bosco misto
di roverelle, castagni e pini. Ad un terzo bivio si deve
continuare sempre per località M. Grosso – Quattro
Strade. Si rimane sempre su strada sterrata trascurando
l’ultimo bivio che fa raggiungere M. Grosso con un
sentiero non pedalabile. Infine la strada sterrata
arriva in cresta nei pressi di Monte Grosso (m.
580) e di un pannello dei “Sentieri della
Resistenza”. Ci troviamo nella zona dove, nel 1944,
agivano le formazioni partigiane con azioni di disturbo
ai danni delle truppe nazi-fasciste nei pressi della
Linea Gotica. Dal pannello si prende a destra. La strada
sterrata sale ancora un poco e poi spiana aprendo ampie
vedute prima sull’Appennino Tosco-Emiliano alla nostra
sinistra e poi sul Golfo dei Poeti con le Isole Palmaria
e Tino, il Promontorio di Montemarcello e la piana
alluvionale del Magra da noi percorsa precedentemente.
Proseguendo si scorge alla nostra sinistra il borgo di
Ponzanello con il suo castello e, davanti a noi, le
prime vette delle Alpi Apuane tra le quali spiccano il
Pizzo dell’Uccello ed il M. Sagro. Arrivati poco sopra
l’abitato di Canepari si ritrova un po’ di asfalto.
Lontano, di fronte a noi possiamo già scorgere
Fosdinovo ed il castello Malaspina. La strada infine
perviene in discesa sulla provinciale che sale da
Canepari, noi dovremo prenderla a sinistra in salita.
Arrivati in cima al bivio per Ponzanello (m. 580) si
trascura quest’ultimo e si prende subito a destra su
strada sterrata in leggera discesa. La strada termina
nei pressi di un’abitazione e diventa sentiero,
stretto ma pedalabile. Il sentiero passa in un bel
boschetto di lecci, supera dei casolari, attraversa dei
prati ed infine ridiventa strada sterrata per immettersi
nuovamente sulla provinciale asfaltata che andrà
percorsa in discesa verso Fosdinovo, ormai ben evidente
di fronte a noi. Giunti sotto il castello si sale sulla
sinistra con un tornante per poi arrivare alla porta di Fosdinovo
(m 500) che andrà attraversata. Il borgo, verso la
fine del XIII secolo entrò a far parte delle proprietà
dei Malaspina che ampliarono il castello collegato con
le mura del borgo, diventando il centro politico e
militare dei loro feudi. I Malaspina dello Spino Secco
(ramo principale) furono ghibellini ed ebbero in
generale i loro castelli sulla sponda destra del fiume
Magra (Mulazzo, Tresana, Podenzana, Villafranca, ecc.);
mentre quelli dello Spino Fiorito (ramo cadetto) li
ebbero sulla sinistra (Filattiera, Bagnone, Olivola,
Fosdinovo, Massa, ecc.). Il loro potere durò fino al
1800. Oggi il castello è visitabile a pagamento, con i
seguenti orari: periodo ora solare: dalle
9 alle 11 e dalle 15 alle 17. Periodo ora legale:
dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Giorno di chiusura:
martedì.
Le visite sono guidate. Per informazioni e
prenotazioni tel 0187 68891. Entrati nel borgo si
prosegue per la via centrale per poi svoltare a destra
evitando divieto di accesso espressamente indicato
“anche per i ciclisti”. La via si arresta davanti a
dei gradini che vengono agevolmente superati per
arrivare a destra ad una piazzetta belvedere che fa
scoprire con lo sguardo il percorso appena fatto. Si
continua arrivando in Via Roma ed uscendo dal paese
scendendo verso la valle sulla provinciale. Subito dopo
occorre svoltare a destra in Via dell’Angelo su
discesa molto ripida con fondo in cemento che diventa
poi sentiero. Il sentiero curva e ridiventa poi a fondo
in cemento, si supera una cappelletta e si continua a
scendere. Si perviene nuovamente sulla provinciale che
si prende a destra con un tornante. Subito dopo si può
tagliare per sterrato sulla destra che consente di
evitare un po’ di tornanti della provinciale ma poi ci
si immette su di questa. Si percorre la provinciale fino
ad una cappella “Peregrinus Piccioli” per svoltare a
destra su asfalto in Via Casalecchio. Più avanti si
prende bivio sulla destra per Via Brasino, inizialmente
asfaltata e poi sterrata. La strada scende sotto la
collina di Fosdinovo inoltrandosi nella valle del
Torrente Fabbiano, supera il torrente con un ponticello
(m 225) e risale sull’altro versante. Si passa fra
uliveti e boschetti, la strada ritorna quindi asfaltata.
Giunti ad un bivio con due grossi rustici e due cipressi
si svolta decisamente a sinistra in discesa. Ai due bivi
successivi su asfalto si prenderà sempre a sinistra,
troveremo infine le indicazioni per Sarzana che andranno
seguite scendendo lungo il corso del Torrente Calcandole
e rientrando così in provincia di La Spezia.
All’altezza degli Alimentari Esperanza si gira a
destra seguendo una strada a bordo torrente che ci porta
infine in città. In fondo, prima di un viale
costeggiato da cipressi e chiuso da catena, si gira a
sinistra e si giunge nei pressi delle mura della città
dove sta il Torrione S. Francesco. Si percorre con bici
a spinta un tratto pedonale che contorna il Torrione e
si arriva quindi alle case costruite sulle mura di Sarzana
(m 25). Il vero e proprio nucleo di Sarzana si forma
attorno all’anno 1000 probabilmente alla relazione con
la decadenza della vicina Luni, che proprio in quegli
anni si andava rapidamente spopolando in seguito
all’insabbiamento del porto ed alla formazione di
stagni e di paludi apportatori di malaria. Il centro
storico di Sarzana è molto ben conservato e ha delle
emergenze artistiche di rilievo. Ne incontreremo alcune
durante il nostro attraversamento della città. Si
prosegue sulla destra per arrivare poi nell’ampia
Piazza Matteotti con il suo monumento ai caduti. Al di là
del monumento sta il Palazzo del Comune (sec.XV-XVIII).
Dal palazzo si svolta a sinistra in Via Mazzini, si
passa davanti alla Pieve di S. Andrea (sec.X-XI) e
quindi alla Cattedrale di S. Maria Assunta,
che edificata sull'area dell'antica pieve di S.
Basilio, fu definitivamente terminata nel 1474. La
Cattedrale ha una bella facciata marmorea sulla quale si
apre un rosone gotico. Giunti di fronte al Teatro degli
Impavidi si svolta a destra in Piazza Garibaldi e si
prosegue diritti verso la stazione ferroviaria che sta
in fondo al viale davanti a noi. A destra della stazione
vi è un cavalcavia pedonale con scivolo che ci
consentirà di attraversare i binari. Giunti
dall’altra parte si ritorna in sella, si gira a
sinistra e si costeggia inizialmente la ferrovia per poi
abbandonarla e, allo stop, girare a destra. In fondo
c’è un semaforo, si attraversa l’incrocio e si
prosegue diritti di fronte a noi. Al primo bivio si va a
sinistra in Via Silea, si passa accanto ai Bozi di
Saudino (m 7), fossi creati per l'estrazione di
argilla, successivamente riempitisi d’acqua e
colonizzati da specie vegetali e animali. Oggi
costituiscono una importante e interessante zona umida.
Si sottopassa l’autostrada e la si costeggia per
raggiungere il tracciato dell’andata (siamo nei pressi
del Club
dei due laghi) che andrà ripercorso a ritroso e
ritornare al B&B Foresteria del Muraglione.
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